Prodotti tipici del Lazio

Volendo cominciare dalle aree più adiacenti a Roma, bisogna mensionare prima di tutto i Castelli Romani, gruppo di paesi al sud della città, a ridosso dei laghi vulcanici di Albano e di Nemi, spesso citati sia per la storia che per i gustosi prodotti gastronomici (vedi la porchetta di Ariccia).

Il paesaggio che vediamo oggi si è proprio formata al termine dell’attività vulcanica di 2.000 anni fa circa che ha di fatto creato due anelli concentrici montuosi uno più grande che evidenzia una bocca craterica a forma di ferro di cavallo che da Grottaferrata giunge fino a Velletri di 10 km circa di diametro, ed un’altra più piccola formata da Monte Cavo e dai monti delle Faete di 1,5 km circa di diametro. In quest’ultima vi sono le vette più alte dei Colli Albani con i 956 metri s.l.m. del Maschio delle Faete.

I due crinali che girano uno dentro l'altro formano le valli della Molara, i Piani di Caiano, la Doganella ed il Vivaro. Verso Roma invece si trovano i due laghi di Nemi e di Albano che prima erano crateri di antiche bocche eruttive laterali. Molti altri bacini come quello di Vallericcia, Laghetto di Castel Gandolfo, Valle Marciana a Grottaferrata, Prata Porci sotto Frascati e Pantano secco sono stati invece prosciugati nei secoli forse a scopi agricoli.

A questo territorio, dove di recente è stato istituito anche il cosiddetto Distretto dell'Eccellenza per la valorizzazione dei propri tesori agroalimentari, si lega una cultura agricola antichissima a cui si deve la fornitura dei principali prodotti che giungono sulle tavole dei romani e che costituiscono alcuni degli ingredienti prediletti della cucina romana.

Primi tra tutti i prodotti da forno e il pane! nel territorio che si estende verso sud se ne produce di altissima qualità, ecco i prodotti più importanti:

Pane Casereccio di Genzano IGP
L'unico che ha conseguito una IGP. L’origine di questo pane è certamente quella contadina, a Genzano il giorno della cottura del pane nel forno a legna (la soccia) era celebrato con una vera e propria festa. Si caratterizza per l’uso del lievito naturale rinfrescato tutti i giorni con acqua e farina. Si prepara con la “biga”, impasto che fa da innesto almeno due ore prima di impastare, in modo che abbia la giusta acidità. La cottura può avvenire in forno a legna o non e dura dai 35 minuti a un’ora e mezza.


Pane di fascina di Rocca di Papa
Pane casereccio artigianale bianco o integrale cotto nel forno portato a temperatura con fascine di castagno, tipico del comune di Rocca di Papa.


Pane di Lariano
Il pane prodotto nel comune di Lariano è simile nella pezzatura al pane di Genzano; la differenza sta nella farina che è di grano tenero semintegrale e nella cottura che è sempre nel forno a legna. La lievitazione è ottenuta con lievito madre e con un poco di lievito di birra. Si impastano gli ingredienti e, dopo un breve riposo, si formano dei pani rotondi o a filoni del peso di circa 1 o 2 chili. Ancora un’ora di lievitazione e poi si cuociono nel forno a legna per un’ora. Leggi di più


Ciambelline al vino
Ciambelline di pasticceria secca e casereccia, prodotte con antiche ricette: olio extravergine d’oliva, vino, zucchero (che una volta era miele), lievito in bustina (che una volta era bicarbonato), uova, buccia di limone.


Pangiallo
Caratteristico del periodo natalizio, il pan giallo è un dolce a base di farina, lievito, scorza di cedro o di arancia candita, pinoli, mandorle, cannella, noce moscata e chiodi di garofano in polvere, zibibbo o uva sultanina. Il nome pan giallo deriva dal fatto che, anticamente, questo dolce era ricoperto esternamente con acqua di zafferano che conferiva il caratteristico colore giallo.


Panpepati
Simile negli ingredienti al pan giallo, il pan pepato se ne discosta per la forma tonda e schiacciata e la presenza di cioccolato, nocciole e pepe nell’impasto.


Pupazze
La pupazza a tre seni di Frascati, detta “pupazza frascatana”, è un semplice biscotto a base di miele, farina e acqua. Rappresenta una curiosa reminescenza iconografica della dea dell’abbondanza, con un qualcosa in più: il terzo seno, che non produce latte, bensì vino. Anticamente, infatti, si pensava che i bambini che nascevano a Frascati, zona di antica tradizione enologica, venissero allattati anche con il vino. Normalmente sono biscotti lunghi 25 centimetri circa ma in occasione delle feste si producono anche pupazze più grandi.


Giglietti di Palestrina
Biscotto secco a forma di giglio, privo di grassi e di qualsiasi tipo di additivo o aromi tipico del comune di Palestrina.


Meringhe
Dolcetti tipici di Cave a base di zucchero e uova.


Amaretto
Biscotto di mandorle con pinoli e mandorla centrale in evidenza, tipico del comune di Gallicano nel Lazio


Torta di ricotta
Preparazione dolciaria a base di ricotta e pasta frolla. Dolce tipico di Rocca Priora, il cui sapore è legato alla qualità ottima della ricotta che predomina sugli altri ingredienti.