Roma sparita

Rione Regola
(disegno di Liz Steel )

Rione Regola

Il nome viene da "Arenula", l'arenile del fiume cui è dedicata la via principale. Da "Arenula" è derivato "Rèola" e poi "Regola". E' il regno della cucina romana: qui si possono gustare i veri carciofi alla giudìa o i filetti di baccalà, nonché la celebre "coda alla vaccinara", un'icona della gastronomia capitolina. Qui, del resto, le vacche erano di casa, poiché la sponda del Tevere pullulava di conciatori di pelli vaccine, tratte dall'animale dopo la mattazione. Molti illustri personaggi nacquero o vissero nel rione, a cominciare da Cola di Rienzo, figlio di Lorenzo e di Maddalena, mugnai e tavernieri. A dispetto della storia, che ne fece nel 1347 un "tribuno del popolo romano", si racconta che nelle sue vene scorresse sangue imperiale. Leggenda vuole che nel 1312 l'imperatore Enrico VII, mentre era a Roma per l'incoronazione, girasse una sera in incognito e, per sfuggire ad un agguato, si rifugiasse nella locanda di Lorenzo alla Regola. L'oste era assente ed Enrico ingannò l'attesa intrattenendosi con Maddalena. Sarebbe stato così concepito Cola, che in effetti si distingueva tra i popolani per sapienza e per l'alta figura nobile e austera. ~

La Curia di Bacco

La Curia di Bacco

Storico locale a due passi da campo dei fiori, in voga fin dagli anni 90 per quell'atmosfera calda e accogliente, lanterne, candele e pareti mantenute in stato grezzo, senza intonaco, con pampini e grappoli d'uva pendenti. Si ricorda soprattutto per le oltre 100 diverse etichette di vino e i taglieri di salumi e formaggi con cui si accompagnavano. Nasceva come pub ma grazie al clima davvero gioviale divenne un forte richiamo per tutti, romani e turisti. Forse non tutti sanno che questo grottino è molto antico, il primo corridoio risale al 1500 e lo scavo in fondo al locale dove si sviluppa la saletta più riservata invece ha oltre duemila anni e sembra che da lì già nel 70 a.C. uscissero gli spettatori del teatro di Pompeo, che si innalzava proprio lì, al posto di quella fila di palazzetti a via del biscone, dove si crede esservi stata anche la Curia di Pompeo, nella quale Cesare fu ucciso dai congiurati a piedi della statua dello stesso Pompeo. Proprio per le antichissime radici archeologiche dell'Urbe l'uso di grotte e grottini per ospitare trattorie e tavernette è molto frequente a Roma Leggi di piú...~

Mercato del Pesce
(disegno di Peter Van Lerbergh )

Mercato del Pesce

E' il cuore del rione Sant'Angelo e del ghetto ebraico, è tra gli scorci più suggestivi di Roma. Fu innalzato da Augusto nel 23 a.C. per la sorella Ottavia. Tra le sue rovine è ancora visibile la pietra della vecchia pescheria sulla quale si può leggere: "usque ad pinnas inclusive". Il mercato ittico un tempo era situato proprio sotto le colonne del Portico e questa pietra serviva da unità di misura per i pesci da destinare alla tavola delle autorità municipali. All'ombra della Sinagoga, costruita nel 1904, si estende il Ghetto. La comunità ebraica di Roma è tra le più antiche: le prime notizie risalgono al II secolo a.C., quando sul posto giunsero schiavi dalla Palestina.~

La Pollarola

La Pollarola

Di questa antica trattoria e bottiglieria, aperta nel 1936, è rimasto questo affascinante menù risalente al 24 giugno 1947. Il menù propone minestre e zuppa di verdure per cominciare, per primo spaghetti al sugo o al burro e tra gli “umidi” il palombo alla livornese e osso di prosciutto con fagioli. Gli arrosti: ¼ di pollo novello con patatine. C'è poi il fritto di pesce e per contorni fagiolini all’olio, insalata verde e i pomodori verdi. Si ringrazia a direzione de La Pollarola che ha riporposto questo storico reperto della cucina dell'epoca. Leggi di piú...~

Antico Forno Roscioli

Antico Forno Roscioli

Ristorante, gastronomia, salumeria, wine bar. Non è facile dare una definizione unica e definitiva della Salumeria Roscioli. L’idea nasce da Alessandro e Pierluigi Roscioli nel 2002, quando di comune accordo hanno deciso di trasformare la ‘pizzicheria’ di famiglia di via dei Giubbonari, a Campo de Fiori, in una gastronomia polifunzionale, un ristorante atipico. Leggi di piú...~


A un tiro de schioppo...

Strade, alberghi e locande...
(disegno di Achille Pinelli )

Strade, alberghi e locande...

La vera vocazione di rione Ponte era il turismo, con alberghi e locande: tra le più famose, l'Albergo dell'Orso che vantava ospiti di prestigio come, appunto, Dante e poi Rabelais, Montaigne, Gogol', Goethe. In tono minore, poi, c'erano le locande del Leone e dell'osteria "All'insegna della luna" in via dei Banchi, presso la chiesa di San Celso, o quella della Campana e della Spada attorno a Monte Giordano. Forse la più famosa è quella dell'"Insegna del Sole" a via Monte Brianzo, la cui proprietaria era Vannozza Cattanei, probabile amante di papa Alessandro VI Borgia. Il rione ha due strade veramente notevoli: via dei Coronari, l'antica "Via recta" del Giubileo del '300, e via Giulia, la più larga di Roma storica, un esempio perfetto sotto il profilo urbanistico, concepita dall'architetto Bramante su commissione di Giulio II della Rovere. ~

Ponte
(disegno di William Turner )

Ponte

Il V rione è rappresentato da un ponte sormontato da una torre merlata. Era in origine una vasta palude formatasi con gli straripamenti del Tevere e con le piogge. Su questa spettrale distesa di acque, una volta bonificata, sono sorti alcuni tra i più bei palazzi romani e alcune magnifiche chiese. Il toponimo, in realtà, deriva dal più famoso tra i ponti romani: ponte Elio o Sant'angelo. Costruito dall'architetto Decriano, doveva probabilmente servire per trasportare i materiali occorrenti alla costruzione del Mausoleo di Adriano. Nessun barbaro e nessuna piena sono riusciti mai a danneggiare una costruzione così perfetta che, insieme al Pantheon, è tra le più intatte della romanità. Aveva otto arcate (ne sono rimaste tre) e una larghezza di 10,95 metri. Altro toponimo importante del rione è il Monte Giordano, un monticello artificiale formatosi sulle rovine dell'anfiteatro Tauro e che prende il nome da Giordano Orsini, che vi eresse la sua rocca a difesa dello stesso ponte Sant'Angelo. Sul ponte passavano grandi moltitudini di pellegrini diretti a San Pietro per il Giubileo. La scena fu rievocata anche da Dante nei versi dell'Inferno. ~


Passatella

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