Privacy Policy Amore rogna e tosse nun s’annisconneno – Trattoria Romana
Centro storico

Amore rogna e tosse nun s’annisconneno

Si dice così a Roma, che l’amore non si può nascondere ovvero i suoi sintomi, come quelli di altre malattie e infezioni, sono sempre chiari ed evidenti. Sempre sull’amore dalla saggezza popolare deriva un altra riflessione: l’amore non è bello se nun è stuzzicarello, e ancora: l’amore dà are core er friccicore. Amore è quindi un sentimento inflitto, combattuto e sotto il quale alla fine forse non si può che soccombere.

Ma i romani poi si rivelano più abili di quello che si possa credere e sanno bene come difendersi e anche come addomesticarlo e servirsene, basta ascoltare i garbati ma intensi stornelli cantati romanticamente per intenerire le folle nelle piazze o nelle serenate sotto la finestra della propria bella .

Quando lo stornello tocca le corde dell’amore, il tracciato delle parole può raggiungere la grandezza della poesia e sciogliere anche i più rigidi e resistenti auditori.

In altri casi lo stornello può essere un arma letale contro l’amore , per scacciare la tristezza per quello non corrisposto, per esorcizzarlo con una beffa ironica, per mettere la parola fine con un ultimo lapidario giudizio finale che alla fine delle sue rime non ammette repliche.

M’ha lassato er mi’ amore e nun ho pianto, credevo de provallo un gran tormento: ma morto un Papa se ne crea un antro.

Affacciate alla finestra si’ mazzata, manico de padella arruzzinita, grugnaccio de marmitta imporverata.

Che si scannata, manico de padella arruzinita, fijaccia de na’ chirica pelata.

Da queste rime si capisce bene nella cultura romana quali reazioni furibonde può scatenare un sentimento che non ha trovato pace tra le braccia del proprio desiderato amore e contro cui quindi, con infantile ripicca, si può sferrare uno strafottente feroce attacco per scolpire l’epitaffio all’immagine che era stata idealizzata e finalmente guarire la ferita dell’amore.