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Appia Antica

Da Porta S. Sebastiano si segue in leggera discesa l’antico Clivo di Marte. Immediatamente prima dei cavalcavia, sulla destra, sono gli avanzi di un gruppo di tombe databili tra il I secolo a.C. e il II d.C. mentre nel muro moderno è stata inserita la copia della colonnina del I miglio (1) con iscrizioni di Vespasiano e di Nerva. Oltrepassati i resti di un grande sepolcro in laterizio, si scavalca la Marrana della Caffarella, l’antico Almone (2), affluente del Tevere, nelle cui acque ogni anno i sacerdoti di Cibele (Magna Mater) lavavano il simulacro della dea. Qui si trova il complesso dell’ex Cartiera Latina (3) , oggi sede dell’Ente Parco Regionale dell’Appia Antica: nel territorio del Parco sono ricomprese le prime undici miglia della regina viarum oltre alla Valle della Caffarella e all’area degli Acquedotti. Poco dopo sorge il cosiddetto Sepolcro di Geta (4). All’altezza del bivio con la via Ardeatina s’intravede, nascosto dalla vecchia osteria, il nucleo cementizio di una tomba cilindrica (5) sormontata da una piccola torre tronca di età medievale: vi si riconosce il Sepolcro di Priscilla, moglie del potente liberto dell’imperatore Domiziano, Flavio Abascanto.

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