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Festa del Cornuto

Andando a scavare nella memoria dei più anziani si riesce a rinvenire il motivo per cui San Martino è spesso etichettato come il protettore dei Cornuti. In particolare a Rocca Canterano la leggenda racconta che Martino, dopo la morte della madre, rimase a vivere da solo con la sorella, della quale era molto geloso. Di lei, però, s’era innamorato un giovanotto che cercava continuamente il modo di poterla incontrare. Ma Martino era molto vigile e portava la sorella sempre “ncojju” (sulle spalle), lasciandole la possibilità di scendere solo per i bisogni corporali, ma a condizione che dal cespuglio prescelto volasse un uccello (come testimonianza che dietro non vi si celasse nessun uomo). Ma i due innamorati orchestrarono un piano per poter raggirare i controlli del fratello geloso. Nel posto stabilito la ragazza chiese a Martino di scendere per poter espletare i suoi bisogni, questi lanciò un sasso nel cespuglio e subito ne uscì fuori un uccellino svolazzante che l’innamorato, nascosto dietro il cespuglio, teneva custodito nelle proprie mani. La donna ebbe così via libera per andare a congiungersi con l’innamorato, mentre Martino, ignaro di quanto stesse accadendo, diventò nell’immaginario popolare, il simbolo del tradimento, il “Cornuto” per eccellenza.

Rocca CanteranoÈ proprio da questa leggenda popolare che prende piede la Festa del Cornuto di Rocca Canterano, appuntamento che cade nel week-end della festa di San Martino (11 Novembre) e che nel corso degli anni è andato raccogliendo un successo sempre crescente di pubblico, in quanto capace di coniugare felicemente l’aspetto gastronomico con l’offerta di uno spettacolo comico dal forte sapore popolaresco. Questa singolare manifestazione ha dovuto purtroppo subire una brusca interruzione (durata diversi anni) a seguito del violento terremoto che nel 2000 ha colpito Rocca Canterano, salvo poi essere stata riproposta a partire dal 2009.

Inizialmente, i giovani goliardi sovramenzionati, pensarono alla “sagra delle role” (castagne arrosto) che cadeva sempre intorno al 11 Novembre, la festa di San Martino. Così, per rendere più divertente e senza dubbio maggiormente singolare tale manifestazione pensarono di rendere omaggio ai poveri traditi in amore inventando la Festa del Cornuto. Dai primi allestimenti un po’ improvvisati è stata costruita nel corso degli anni una coreografia via via più ricca e sorprendente, con modifiche e aggiunte nei costumi, testi e oggetti che hanno reso questa festa un evento unico nel suo genere. “Alla rocca benvenuti voi grandissimi cornuti” recita lo striscione che accoglie i visitatori ed i curiosi all’ingresso del paese. Il tratto senza dubbio più significativo della festa è il corteo burlesco che si snoda per le vie di Rocca Canterano portando in festa, come in una vera e propria processione, i simboli del tradimento coniugale. Il corteo burlesco parte da Piazza di Corte, il punto più elevato del paese, dove i cornuti, nascosti in un vicoletto cieco, si vestono con un saio bianco, con tanto di stemma comunale sul petto e logo della festa sulla schiena, un cordoncino rosso alla vita e un bel paio di corna bianche in testa. Nello stesso punto montano due pesanti corna in cemento sopra una macchina processionale, alte circa 2 metri. Su un trono sormontato da due corna di montone viene fatto sedere il cornuto dell’anno, vestito con abiti caratteristici e con in mano un bel fiasco di vino novello. Sulla sua somarella intanto, un poeta, vestito completamente di rosso, recita le sue mordaci strofe galeotte per l’intero percorso. Munito di un grande imbuto per megafono dà inizio al baccanale con l’ormai famoso inno “Viva viva San Martino, protettore egli curnuti, qui stasera convenuti, tutti insieme a festeggiar”.

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