Roma sparita

Rione Colonna
(disegno di Achille Pinelli )

Rione Colonna

Il rione Colonna ha il suo centro nella piazza omonima, dove si erge la colonna di Marco Aurelio detta Antonina, anche simbolo rionale. Qui nell'Ottocento la banda municipale vi teneva i suoi concerti e in quelle occasioni, la piazza si affollava di romani di ogni ceto sociale; e le buone madri di famiglia vi portavano, per farle notare, le figliole in cerca di marito; così che la piazza fu impietosamente ribattezzata "Campo Vaccino". Intorno si trovano le vie e le piazze tra le più note di Roma: piazza san Silvestro, piazza della Rotonda, via di Campo Marzio, piazza del Parlamento e via degli Artisti. L'antica "regio quinta" racchiude entro i suoi confini anche monumenti come il Pantheon, il tempio di Nettuno e l'Ara Pacis Augustae.~

Feste, spettacoli e pasquinate
(disegno di Liz Steel )

Feste, spettacoli e pasquinate

Nel rione nobile della città, piazza Navona è il salone delle feste e Pasquino è il soprammobile inquietante, l'erma dalla lingua immobile ma capace di parlare per secoli. Qui nascevano in pieno Rinascimento le prime tipografie romane, come quella dei tedeschi Sweynheim e Pannartz, o quella di Blado a Campo de' Fiori, fucina di tecnici specializzati, dalle cui officine uscì la prima grande pianta prospettica di Roma. Le antiche tipografie erano tutte nei pressi di Pasquino, come pure le prime librerie, "incisorie" e "cartarie". E' piazza Navona, però, il grande teatro all'aperto di Parione, con spettacoli che hanno fatto la storia della città: corse di cavalli e soprattutto le "naumachie", giochi navali di antica origine. La piazza, che veniva allagata nelle notti d'agosto, diveniva una sorta di carnevale estivo che vedeva giocare insieme popolo e nobiltà, tra carrozze arrancanti nell'estemporaneo lago e tuffi di ragazzini che raccattavano le monete gettate nelle fontana. Appariva in quelle notti sui tetti di piazza Navona, secondo la credenza popolare, il fantasma di Olimpia Maidalchini Pamphilj, la cognata di Innocenzo X. Un'avida arrampicatrice sociale, che prosciugò gli averi del pontefice e lo lasciò morire solo e povero. Il popolo la chiamava "la Pimpaccia" e Pasquino così la bollò: "Chi disse donna disse danno. / Chi disse femmina disse malanno. / Chi disse Olimpia Maidalchina / disse femmina, danno, donna e rovina".~

Arco degli Acetari
(disegno di Matthew Brehm )

Arco degli Acetari

Nel rione nobile della città, Campo de' Fiori fa da anticamera e piazza Navona è il salone delle feste. Pasquino, dal suo canto, è il soprammobile inquietante, l'erma dalla lingua immobile ma capace di parlare per secoli. Qui nascevano in pieno Rinascimento le prime tipografie romane, come quella dei tedeschi Sweynheim e Pannartz, o quella di Blado a Campo de' Fiori, fucina di tecnici specializzati, dalle cui officine uscì la prima grande pianta prospettica di Roma. Le antiche tipografie erano tutte nei pressi di Pasquino, come pure le prime librerie, "incisorie" e "cartarie". E' piazza Navona, però, il grande teatro all'aperto di Parione, con spettacoli che hanno fatto la storia della città: corse di cavalli e soprattutto le "naumachie", giochi navali di antica origine. La piazza, che veniva allagata nelle notti d'agosto, diveniva una sorta di carnevale estivo che vedeva giocare insieme popolo e nobiltà, tra carrozze arrancanti nell'estemporaneo lago e tuffi di ragazzini che raccattavano le monete gettate nelle fontana. Appariva in quelle notti sui tetti di piazza Navona, secondo la credenza popolare, il fantasma di Olimpia Maidalchini Pamphilj, la cognata di Innocenzo X. Un'avida arrampicatrice sociale, che prosciugò gli averi del pontefice e lo lasciò morire solo e povero. Il popolo la chiamava "la Pimpaccia" e Pasquino così la bollò: "Chi disse donna disse danno. / Chi disse femmina disse malanno. / Chi disse Olimpia Maidalchina / disse femmina, danno, donna e rovina"~

...ricordi di Piazza Navona
(disegno di Matthew Brehm )

...ricordi di Piazza Navona

Il friggitore delle Cinque Lune, che vendeva cinque pez­zetti un soldo (polenta e broccoli fritti), e le palle di indivia cotta ad un soldo l'una. Il venditore mattutino delle bombe fritte « Fate colazione! Sono al burrrro! ». Il castagnacciaro, con la tiella di rame ed il berretto di pelo alla fiorentina. Il venditore serale dei « Sò bollenti! Pan di ramarinò ». L'altro: « Ih, le coppiette! ». Il cartolaro: « Carta e buste doppie! Chi vuole fogli, o buste! Dieci fogli un soldo, dieci buste un soldo! ». Quello degli stracca­ganasse. Il fusajaro, ed il bruscolinaro, ad un soldo il cartoccio. La caldarostara all'angolo di Via Sant'Agnese, con 25 caldaroste un soldo. Il « Passetto », e la sua famosa porzione di fettuccine al sugo, burro e formaggio, che costava mezza lira, e bastava per cinque persone. I maritozzi del Forno Giobbe, fumanti e profumati, a due soldi. La pizza calda, con la ricotta fresca, che allora costava due soldi la libbra; un ne­gozio di vino, che vendeva quello rosso vero toscano, (per fa­miglia) ad una lira il fiasco. Il negozio faceva affari d'oro; da Strenna dei Romanisti, 1940 - disegno di M. Brehm~

A un tiro de schioppo...

Esedra
(disegno di Danny Gregory )

Esedra

Lo scenografico accesso alla via Nazionale è costituito dai due grandi edifici semicircolari che delimitano piazza della Repubblica, opera di Gaetano Koch, tra i massimi architetti del tempo. La fontana delle Naiadi, inaugurata nel 1885 e abbellita dai gruppi bronzei dello scultore Mario Rutelli a partire solo dal 1901. L'artista aveva scolpito nude le quattro 'ondine' Oceania, Nereide, Ondina e Naiade. Il sindaco Prospero Colonna, preoccupato per il pubblico pudore, non si decideva a togliere la staccionata che nascondeva la fontana 'a luci rosse'. Il ritardo destò crescente curiosità. Come spesso accadeva, fu il furor di popolo a svelare il mistero: nella notte del 10 febbraio 1901, primo giorno di carnevale, gli universitari della Sapienza abbatterono con un'allegra carica la staccionata, dando luogo ad un'inaugurazione improvvisata tra l'ammirazione della folla.~

Roma ne l'arte, 206

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diceche.claudio

    ROSSO PEPERONCINO

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