Roma sparita

Via della Lungaretta
(disegno di Liz Steel )

Via della Lungaretta

Nei suoi vicoli, che ancora conservano a tratti la più tipica atmosfera romana, il rione è ricco di motivi d'interesse e della memoria dei personaggi illustri che lo abitarono. Spicca su tutti Raffaello, che fissò la sua dimora a Porta Settimiana su via della Lungara, il più lungo rettifilo (950 metri) della Roma rinascimentale. Qui si consumò la forte passione dell'artista per Margherita Liuti, la Fornarina. ~

Oltre il Tevere
(disegno di Simo Capecchi )

Oltre il Tevere

Lo dice il nome: è il rione "trans Tiberim", cioè oltre il Tevere, la prima zona ad essere abitata sulla riva occidentale del fiume. Insieme all'isola Tiberina faceva parte della quattordicesima regione di Roma secondo la suddivisione voluta da Augusto. Il suo stemma è una testa di leone in campo rosso. E' il più vasto tra i rioni, collegato al resto della città da ben cinque ponti. Fu in passato una città nella città: la Trastevere economica, sede di commerci, e la Trastevere degli stranieri. Anche se priva di monumenti, proprio in questa zona furono costruiti la caserma dei marinai ravennati (il corpo di guardia che durante gli spettacoli al Colosseo tirava le funi del velario) e lo stadio acquatico voluto da Augusto per le battaglie navali (le "naumachie"). Anche l' "Excubitorium" in via della VII Coorte (i vigili urbani dell'epoca) aveva qui la sua sede.~

Lungotevere degli Anguillara
(disegno di Federico Gemma )

Lungotevere degli Anguillara

E' il tratto di lungotevere che collega piazza Giuseppe Gioachino Belli al lungotevere degli Alberteschi, nel rione Trastevere. Fino al 1886 il lungotevere si chiamava Cestio, per la vicinanza con il ponte Cestio, che collega il lungotevere con l'Isola Tiberina, poi ha preso il nome dalla potente famiglia nobiliare degli Anguillara di fine XV sec., che possedeva palazzo e torre nella zona. Oggi all'altezza di ponte Cestio proprio di fronte all'antica casa romana c'è il chiosco di Sora Mirella, uno dei chioschi di grattachecche storici di Roma, da trent’anni è proprio lei che pensa ancora a sciroppare il ghiaccio oggi insieme ai figli.~

  • Da Augusto

Da Augusto

Storico indirizzo di buona cucina fin dal 1887. I proprietari, senza adagiarsi sugli allori, hanno approfondito i sapori delle radici e, nel loro locale, si possono trovare tutti i grandi classici, compresi dei rigatoni con la pajata di livello assoluto. Valore aggiunto, una cantina ricchissima, con le migliori etichette regionali e del mondo, molto bella anche da visitare... Leggi di piú...~

  • Ivo a Trastevere

Ivo a Trastevere

Gettonatissima a Trastevere la pizzeria Ivo non delude mai con le sue pizze croccanti e sottili, anche in versione dolce come quella alla nutella. Buone la capricciosa, la gamberi e rughetta o la bufala e pachino, mentre tra le proposte più creative merita quella ai due caviali (rosso e nero). Esiste anche un ampio menu con buone paste e specialità romane varie... Leggi di piú...~

  • Da Enzo al 29 (ai Vascellari)

Da Enzo al 29 (ai Vascellari)

Da Enzo al 29 o da Enzo ai Vascellari come altri dicono, comunque trattoria di Trastevere che serve solo cucina romana e prodotti di prima qualità. Per trovarla da via dei Vascellari basta percorrere circa cento metri. Proprio di fronte alla trattoria, in via del Vascellari 69, si trova una piccola Chiesa che fu parrocchia fino al 1574, anno in cui fu affidata all’Università dei Salumieri, poi ceduta ai Vascellari, che la trasformarono in oratorio. Leggi di piú...~

  • Dar Poeta

Dar Poeta

Se ti piace la pizza alla romana prima o poi dovrai capitare Dar Poeta (il grande poeta trasteverino G. G. Belli) per assaggiare una delle migliori tonde della città, cucinate in appetitose ed originali versioni (quella della casa, ad esempio è a base di ciauscolo, mozzarella, zucchine e peperoncino). In alternativa insalate, bruschette e calzoni, anche dolci. Ambiente allegro e casual in puro stile trasteverino. Leggi di piú...~

Archivio fotografico

dal RE della Mezza Porzione

dal RE della Mezza Porzione

in un'intervista Ettore Scola racconta che questo storico ristorante si trovava davvero lì come si vede nel suo “C’eravamo tanto amati” (1974) e già all'epoca delle riprese de “La Valigia dei Sogni” (1953) in cui il locale stesso diventava la scena principale per tutta la durata della pellicola. Altre cronache riportano che quel locale che si affaccia su Piazza della Consolazione, oggi ricercato ristorantino per turisti, negli anni Quaranta era noto come ‘Alfredo il Bottigliere’ ed era frequentato dal mondo del cinema italiano. Negli anni Settanta poi tornò ad avere ancora grande successo quando era diventato una caratteristica trattoria romana e serviva una mezza porzione ... ‘abbondante me raccomando’, come recitava nella sua battuta il grande Gassman, che nella finzione rappresentava bene quello che si cerca in una trattoria che si rispetti: magna' bene e spende' poco, insomma un'insegna molto invitante dalle nostre parti, dove la mezza porzione rappresenta sempre un ottimo compromesso.Leggi di piú...

Via Nomentana

Via Nomentana

Via Novara, fine Ottocento. Strada sterrata, una trattoria “Ristorante del mezzo miglio”. In lontananza i primi palazzi di via Nomentana (o piazza Istria?). Fonte: Roma sparitaLeggi di piú...

Osteria dello Svizzero

Osteria dello Svizzero

Due preti accanto all'Osteria dello Svizzero, in via della Lungara 48 Foto di G. Urbinati, 1950 ca. - fonte albumdiroma.itLeggi di piú...

Trattoria Pietro Gatti

Trattoria Pietro Gatti

Si deve salutare il trasferimento della trattoria di Pietro Gatti da Via S. Venanzio (presso Piazza S. Marco). Gatti, oste apprezzatissimo, ha le sue origini in Borgo Vittorio dove la Sora Filomena, la moglie, non temeva rivali. Nel 1890 la ditta emigra onde meglio accogliere la numerosa clientela in Borgo Pio per passare nel 1921 a S. Venanzio fino al 1928. In seguito a demolizione, dovevano costruirsi le esedre arboree del Vittoriano, si trasferisce prima a Piazza di Pietra n. 92, poi in Piazza S. Claudio e in Via del Boschetto, da dove sempre per sventramento edilizio (vera persecuzione familiare) passa nell'attuale sede al Vicolo Sciarra. Qui ospita i soliti amici e anche gran parte dei cronisti, redattori e maestranze del Giornale d'Italia da Caburi a Geraldini, da Tegamino (Mangano) a Clementi, Mastrigli, Beghè, ecc., ed Ettore Gatti succeduto (1934) al padre vi assiste purtroppo alla tragica fine dell'unico figlio Alberto, ucciso (3-II-944) in una turbolenta rissa con soldati stranieri, sopravvivendo di poco a tale lutto. foto: Trattoria Pietro Gatti a Via di San Venanzio, nel 1928 - Strenna dei Romanisti (1957)Leggi di piú...

Piazza Cavour

Piazza Cavour

Pranzo sociale a Via Pietro Cavallini, dietro Piazza CavourLeggi di piú...

Trattoria Baldinotti ora Quintale

Trattoria Baldinotti ora Quintale

dei nonni di Pietro Cecchini, l'indirizzo era fuori Porta San Giovanni. foto di C.Benassi, 1906 - fonte albumdiroma.itLeggi di piú...

Osteria "Er Genzanese"

Osteria "Er Genzanese"

Gruppo di anarchici all'osteria "Er Genzanese" in via dei Sabelli, quartiere San Lorenzo. Foto del 26/10/1925 - fonte albumdiroma.itLeggi di piú...

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