Privacy Policy Il diavolo e il vento, il papa e le ciliege – Trattoria Romana

Il diavolo e il vento, il papa e le ciliege

A Roma come altrove, le leggende popolari prendono spunto da avvenimenti del tempo o di epoche più lontane. Alcune calcano la mano sul carattere di papi, nobili, briganti e popolani, magari inventando aneddoti per scolpire a forti tinte l’immagine del personaggio bersaglio; altre partono da fatti realmente accaduti.

Qui facciamo un paio di esempi. Esempio numero uno: a piazza del Gesù tira sempre vento. Perché? Un giorno il diavolo e il vento, mentre andavano a spasso per le strade di Roma, arrivarono sulla piazza. Il primo disse all’altro di aspettarlo un attimo, perché aveva da sbrigare una faccenda urgente nella chiesa. Ma il diavolo è dispettoso e non mantiene la parola. E così da quel giorno non si è più visto, e il vento ancora aspetta e soffia.

Esempio numero due: una volta un papa (non si ricorda più quale) fu assalito da un forte desiderio di mangiare ciliege. Tutti, dal cuoco ai servitori, si mobilitarono per trovargliene, ma era il 25 aprile e non era ancora la stagione giusta. Un volenteroso giardiniere si recò allora nel giardino per vedere se per caso su un albero di ciliege fosse già maturato qualche frutto. Mentre ispezionava gli alberi, gli apparve San Marco – era il giorno a lui dedicato – che gli chiese cosa stesse cercando. Il giardiniere raccontò del papa, della sua voglia di ciliege e del trambusto generale alla ricerca del frutto introvabile. Il santo, commosso da tanta devozione per il papa, benedisse l’albero accanto a sé e al giardiniere. Sui rami spuntarono allora miracolosamente grappoli di ciliege in grande quantità. Il desiderio del papa fu così soddisfatto e da allora tutti i papi mangiarono ciliege nel giorno di San Marco per ricordare il miracolo. E altrettanto fecero tutti i buoni cristiani, anche a costo di spendere cifre esorbitanti per acquistare la dolce primizia.