Oste

Tribuna Campitelli

Dove l'osteria si fa "Fina" e il Pesce bacia la Storia

Astenersi deboli di stomaco, fanatici del "si è sempre fatto così" e nostalgici del tovagliolo a quadrettoni unto di gricia. Sia chiaro, noi della Società de' Magnaccioni per una pajata fatta a regola d'arte venderemmo pure la suocera, ma Frascati stavolta tocca posare il fiasco di e infilarsi la giacca buona. C'è una novità nel cuore della Capitale che merita di fare i conti con l'oste, o meglio, con tre giovani osti moderni che hanno deciso di sfidare i mostri sacri della tradizione senza mancare di rispetto a nessuno. Il posto si chiama Tribuna Campitelli. Dimenticate la carbonara "ignorante" e il portoncino in ferro battuto: qui siamo in Via della Tribuna di Campitelli, in un magnifico palazzo del 1585 incastrato tra il Rione Sant'Angelo e Campitelli. Un posto talmente bello, elegante e curato da essere finito dritto dritto tra le più fresche e celebrate novità della Guida Michelin.

Ristorazione Romana Contemporanea

Storia e Rivoluzione nel Piatto

Il progetto nasce dalla mente e dalle mani di un trio che a Roma si è già fatto notare con insegne come Bottega Tredici e il Tartarughe Bar. Stavolta però i ragazzi hanno alzato l'asticella, staccandosi dal cliché della "trattoria moderna" per firmare un’esperienza fine dining che profuma di mare e di internazionalità, pur poggiando i piedi sui sanpietrini della tradizione romano-mediterranea. Niente caricature o cliché: le tre sale interne (Lavinia, Tribuna e Capitolina) giocano con travertino, archi e graniglia, offrendo un comfort d'altri tempi che esplode, nella bella stagione, in un dehors pazzesco affacciato sulla quiete della piazza.

Il Trio che c'è dietro la "Tribuna"

In perfetta linea con la mission del nostro blog — che vede nell'oste il custode eterno dell'accoglienza, sia esso in veste classica o moderna — a guidare la flotta di Tribuna Campitelli troviamo tre professionisti complementari:

Gli Chef Francesco Brandini & Roberto Bonifazi sono i due timonieri della cucina. Hanno preso la classicità, l'hanno ripulita dagli eccessi di grasso e l'hanno fatta sposare con il grande mare. Il menu si muove con disinvoltura tra ostriche, crudi di pesce pazzeschi, rivisitazioni mediterranee e chicche come i plin di cacio e pepe con genovese di polpo. Strutture pulite, sapori leggibili e tanta contemporaneità.

Il vero "oste 2.0" è Daniele Gizzi , direttore di sala che cura gli ospiti con quella goliardia romana educata e cosmopolita che ti fa sentire a casa anche se stai bevendo Champagne d'élite. È lui la mente dietro una carta dei vini imponente — con un focus pazzesco sulle cinque aree della Champagne francese — e una drink list dedicata alla mixology e all'arte del Martini Cocktail.

Esperienza Gastronomica a Campitelli

Tra Calici di Champagne e Crudi di Mare

Ma basta parlare solo di trascorsi e promesse, andoamo al nocciolo della questione, vediamo qual è l'Offerta di Tribuna Campitelli...

La cucina fa sicuramente perno sull'asse Romano-Mediterranea contemporanea ed è prevalentemente incentrata sulla stagionalità e sul pesce di qualità. Quali sono i piatti cult? probabilmente Plateau di crudi, ostriche selezionate e primi piatti della tradizione rivisitati in chiave marina. La Cantina dei vini invece offre un ampia selezione di etichette italiane e internazionali, con focus sartoriale sulle micro-zone della Champagne. E non viene trascurato neanche il Cocktail Bar che propone Mixology contemporanea con una sezione speciale interamente dedicata al Martini.

Se siete stanchi della solita pajata e cercate un rifugio intimo, goloso e sfacciatamente elegante nel centro storico, fatevi un favore: passate a trovare Francesco, Roberto e Daniele. Perché le epoche cambiano e i linguaggi si evolvono, ma quando l'accoglienza è mossa da una missione d'amore, sedersi a tavola a Roma resta la cosa più bella del mondo.