Oste

'Famo i conti con l'Oste: anima dell'ospitalità romana e core pulsante di ogni trattoria'

Vecchie glorie e nuove scoperte mangiar-beverine dove la società de magnaccioni se incontra per fa baldoria o rifugiarsi dal caos della megalopoli romana

A Roma l'ospitalità non è un semplice servizio, ma un'arte antica, un codice non scritto fatto di sguardi, accoglienza e calore umano. Al centro di questo universo culinario e sociale si staglia, da secoli, una figura mitica e insostituibile: l'oste. È lui il vero custode di una filosofia profonda dell'accoglienza che plasma l'intera atmosfera, definisce lo stile del servizio e si riflette nell'offerta enogastronomica di ogni autentica trattoria romana.

La storia delle osterie romane affonda le radici in un passato lontano, sin dai tempi della Roma Papalina, quando l'incremento dei pellegrinaggi verso la Santa Sede vide nascere le prime strutture di vitto e alloggio per accogliere i viandanti. In questi luoghi di fratellanza e goliardia si è consolidata la tradizione di battezzare osterie e trattorie con il nome stesso di chi le governava, preceduto da quella preposizione così intima, calda e familiare: "da". Dire "dar Agustarello" o anche "dar Cordaro" non significa solo scegliere un ristorante, ma varcare la soglia di una casa, affidandosi alle mani e alla passione di un padrone di casa che mette la propria storia nel piatto.

La sezione "Oste" del nostro blog nasce proprio per celebrare questo legame indissolubile. Il nostro staff si muove con curiosità tra i vicoli della capitale per raccontare una duplice realtà: da un lato, i più antichi ristoranti che resistono al tempo e rappresentano una vera e propria istituzione per la loro lunga storia; dall'altro, le nuove realtà nate dalla trasformazione culturale e dal modificato tessuto sociale contemporaneo. Queste nuove espressioni della ristorazione aspirano a raccogliere l'eredità delle generazioni di osti e ristoratori che le hanno precedute, apportando cambiamenti e innovazioni in perfetta linea con i tempi moderni, senza mai perdere l'orientamento originale.

Attraverso la selezione di realtà antitetiche, che spaziano dall'osteria verace e "ignorante" al bistrot mediterraneo più cosmopolita, ma che si fondano tutte rigorosamente sui principi cardine della tradizione romana, questa sezione propone una carrellata di posti autentici e originali. Sono luoghi mossi da sentimenti autentici, dove l'esercizio dell'ospitalità viene intrapreso come una missione d'amore per proporre una valida offerta enogastronomica ai romani e ai viaggiatori di tutto il mondo.

In fin dei conti, cambiano le epoche e si evolvono i linguaggi, ma l'essenza della convivialità capitolina resta immutata. Che oggi lo si chiami oste o, nell'accezione più moderna, direttore, chef, maître o coordinatore di sala, il fulcro dell'esperienza rimane colui che coordina il servizio, definisce lo stile e l'offerta del locale. È la sua visione a trasformare una semplice cena in un momento di condivisione memorabile, custode eterno di quella straordinaria e romantica accoglienza che si consuma ogni giorno attorno a una tavola romana.

Raccontare e tramandare la storia degli Osti che per anni hanno intrapreso l'onorevole mestiere dell'accoglienza è la missione di questa rubrica! A Roma molte trattorie e osterie resistono ancora allo tsunami di nuovi locali senza un anima, vale la pena spendere due parole per vecchi e nuovi osti che mantengono fede alla tradizionale ospitalità di questa città. Se conosci un posto che ha i numeri pergiusti entrare di diritto un questa selezione, scrivimi per clicca qui per raccontarmi qualcosa sulla figura che interpreta il ruolo dell'oste e sull'atmosfera che il suo locale riesce ad offrire.

    Agustarello

    A Roma, per capire davvero lo spirito di un rione non basta passeggiarci: bisogna sedersi a tavola. Nel cuore di Testaccio, la storica trattoria Agustarello custodisce da quarant'anni i segreti della cucina romana più autentica e senza filtri. Oggi è il posto, orgoglio di quartiere, dove la pajata e la gricia raccontano la storia di una città.

    Augusto

    Lascia un messaggio L'Oste Storico indirizzo di buona cucina fin dal 1887. I proprietari, senza adagiarsi sugli allori, hanno approfondito i sapori delle radici e, nel loro locale, si possono trovare tutti i grandi classici, compresi dei rigatoni con la pajata di livello assoluto. Valore aggiunto, una cantina ricchissima, con le migliori etichette regionali e del mondo, molto bella anche da visitare.

    Baccano

    Baccano, anima cosmopolita nel cuore di Roma guidata da uno chef da record, è il vero bistrot mediterraneo dietro fontana di Trevi - Via delle Muratte 23

    Betto e Mary

    L’ultimo esempio di “trattoria romana ignorante” de na vorta, col portoncino de ferro e vetro, con le insegne fatte a mano e le scritte che scherniscono i visitatori come quella che accampa all’ingresso: “Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate”.

    Grotta Amatriciana

    Nell'antica cantina dove i nobili tenevano i cavalli delle carrozze, oggi Roma fa all'amore con Amatrice

    I Due Ciccioni

    '''''Il tramonto della carbonara ignorante: perché ha chiuso la trattoria "I Due Ciccioni" a Trastevere?'''''

    Pancrazio dal 1922

    Da Campo de' Fiori al Teatro di Pompeo: la romantica storia d'amore dietro l'Osteria di Nonno Pancrazio'', nata nel 1922 nel Teatro di Pompeo a Roma, rivelata dalla nipote Ada.

    Stravinskij Bar

    Oasi nel cuore storico di Roma, lo Stravinskij Bar è il punto di ritrovo dell'élite cittadina. Oltre le mura dell'Hotel de Russie si cela un volto diverso di Roma. Situato attorno a un'intima piazzetta all'aperto, lo Stravinskij Bar è un rifugio senza tempo dove cocktail raffinati, un glamour discreto e un'atmosfera tipicamente romana si fondono con naturalezza. Da sempre amato sia dai romani che dai turisti, rimane una delle mete più ambite della città per l'aperitivo e per le serate sotto le stelle.

    Tribuna Campitelli

    Esperienze riservate tra cucina, vino e mixology nel cuore di Roma. Tribuna Campitelli si trova nel centro storico di Roma tra i rioni Sant’Angelo e Campitelli. Il ristorante occupa parte di un palazzo del 1585 e propone una cucina romana e mediterranea interpretata in chiave contemporanea. Gli chef Francesco Brandini e Roberto Bonifazi guidano il lavoro di cucina, mentre Daniele Gizzi cura la sala, la carta dei vini e il cocktail bar - Via della Tribuna di Campitelli 18